Ciao Cipe...
Eccola la lettera fatta da Massimo Moratti, patron dell'Inter, alla morte di Giacinto Facchetti....
Caro Cipe,
non sono riuscito a dirti quello che volevo, per paura di farti capire che il tempo era inesorabile e la malattia terribile.
Scusami, ma credo che ti debba ringraziare soprattutto per la pazienza che hai sempre avuto con me. Per i tuoi occhi che mi sorridevano, fino alla fine, ai miei entusiasmi o all'ironia con cui cercavo di superare insieme a te momenti difficili. Pochi giorni fa,pochissimi, mi parlavi con un filo di voce - e con l'espressione di chi ti vuol bene - dell'Inter, proiettando il tuo pensiero in un futuro che andava oltr le nostre povere, ignoranti, possibilità umane. Qualche mese fa ti chiedevo un pò scherzando un pò sul serio come mai non riuscivamo ad avere un arbitro amico, tanto da sentirci almeno una volta protetti, e tu, con uno sguardo fra il dolce e il severo, mi rispondesti che questa cosa non potevo chiedertela, non eri capace. Fantastico. Non era capace la tua grande dignità, non era capace la tua grande onestà, la sportività intatta dal primo giorno che entrasti nell'Inter, con Herrera che ti chiamo Cipelletti, sbagliandosi, e da allora, tutti noi ti chiamiamo Cipe. Dolce, intelligente, coraggioso, riservato, lontano da ogni reazione volgare.
Grazie ancora di aver onorato l'Inter, e con lei tutti noi.
Massimo Moratti